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Le iniziative di Cassa Geometri per la Categoria
La capacità di trovare nuovi spazi di mercato fra catasto, BIM, sicurezza e gestione del territorio ha determinato la nuova crescita del segno + nei redditi dei liberi professionisti. Un risultato che trova espressione grazie al sostegno dell’ente di previdenza e assistenza, sempre più articolato in misure performanti e personalizzate 

“Si tratta di un dato che ha due letture. Da un lato, pone in evidenza quanto la Categoria abbia in passato toccato i minimi storici, subendo inizialmente l’andamento della crisi edilizia; dall’altro ha messo in luce come la specifica vocazione alla polivalenza professionale sia successivamente emersa, permettendo ai Geometri di affermarsi in altri ambiti quali, per esempio, la progettazione, la topografia e la sicurezza degli edifici”. Questo il commento rilasciato dal Presidente di Cassa Geometri Diego Buono nel corso dell’intervista riportata da “IlSole24Ore”, un approfondimento curato all’indomani della convocazione del Comitato dei Delegati che ha approvato il bilancio di previsione 2020, con un risultato economico positivo di 38,4 milioni di euro. Dall’analisi delle prime 15.000 dichiarazioni pervenute alla Cassa di previdenza, emerge un aumento dei redditi medi del 7%, maggiore rispetto al +5,7% delle dichiarazioni del 2018.

Nel quadro d’insieme che ha permesso di restituire il dato positivo hanno avuto peso anche le diverse iniziative intraprese da Cassa Geometri, alcune volte in particolare al rinnovamento della Categoria e al sostegno dell’avviamento delle giovani leve. Sono allo studio, infatti, tre provvedimenti di incentivazione alla professione per garantire lo scambio intergenerazionale – “geometri senior”, che trasferiscono la propria clientela a geometri di età inferiore o uguale ai 40 anni, “geometri junior”; il tutoraggio – geometri senior” che diventano “docenti” nei confronti dei neo iscritti alla Cassa – e l’aggregazione professionale, poiché da numerose ricerche emerge che l’aggregazione dei professionisti nel mutato quadro economico-sociale è il mezzo migliore per “intercettare” commesse di fascia alta e, conseguentemente, aumentare il proprio volume d’affari.

il 45° Congresso è stata l’occasione per ribadire come l’innovazione sia una leva per competere. Lo conferma la definizione dei principali pilastri sui quali i Geometri costruiranno il loro futuro: oltre all’innovazione, appunto, la sostenibilità del costruire, la certezza del dato nel fabbricato, nel territorio e nelle infrastrutture. La riqualificazione e la collaborazione con le pubbliche amministrazioni. Parola di Geometra.

Un incipit che “IlSole24Ore” riporta nell’articolo dedicato al domani della professione, dopo la tre giorni congressuale di Bologna. A confermare l’interpretazione, la posizione dei referenti di Categoria, a partire dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati Maurizio Savoncelli: “grazie alla possibilità di adottare un registro digitale che consente la condivisione, la certezza e l’immutabilità del dato, come nel caso della blockchain, le informazioni a disposizione della pubblica amministrazione e, al tempo stesso, dei professionisti consentirebbero - in situazioni critiche legate al maltempo e al conseguente verificarsi di processi di dissesto idrogeologico - una più efficace gestione del territorio. Una certezza che si rifletterebbe immediatamente anche in un altro ambito, quello relativo agli investimenti dei privati: un indubbio elemento a favore di coloro che possono scegliere di allocare dei capitali nel nostro Paese”. 

A sostegno di queste parole, seguono le affermazioni di Emiliano Segatto, geometra libero professionista e formatore, che ha sostenuto come l’introduzione delle nuove tecnologie faciliti l’occupazione: “chi conclude un corso di formazione BIM, trova lavoro nel giro di poche settimane”. La modalità di approccio è la medesima secondo Marco Caserio, Segretario dell’Istituto nazionale di BioArchitettura: “progettare con un’impronta green sarà basilare con il cardine normativo dei criteri ambientali minimi (Dm 11 ottobre 2017). Gli interventi di costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici dovranno - in un’ottica di ciclo di vita -permettere la riduzione dell’impatto ambientale delineando la sostenibilità e la rigenerazione del costruito”. Una visione che, nei casi di urbanizzazione spinta, diviene stringente nella preliminare progettazione delle acque meteoriche: l’unico vero antidoto alle costose soluzioni tappabuchi. A questo proposito, interviene Alessandro Misuraca professore di Costruzioni idrauliche, marittime e idrologia dell’Università di Brescia. 

QUI l’articolo de “IlSole24Ore”